Welfare, Cerrato (Casagit): determinante ruolo sanità integrativa

"Le casse esistenti devono come detto potersi aprire, potersi allargare. Perchè hanno già un meccanismo, come nel nostro caso consolidato di 43 anni, con pratiche tutte svolte all'interno della Casagit, con 70 dipendenti. Non siamo un'assicurazione e non vogliamo esserlo. Non ci interessa entrare in competitizione con le assicurazioni, che possono agire su popolazioni o singoli, mentre noi agiamo sempre su chiavi contrattuali. Ma è chiaro che le casse devono potersi aprire, ed è questo il progetto che noi abbiamo - conclude Cerrato -. Abbiamo fatto un'intesa con Confcommercio, una con il Fasie, per altri 50 mila dipendenti del settore energetico, però a questo punto dobbiamo fare un altro passo, cambiare la natura della Casagit e farla diventare ad esempio una società di mutuo soccorso, nella quale altre popolazioni possono intervenire. E nel fare questo lavoro ci siamo aperti con Casagit Servizi ad altre popolazioni, e poi siamo passati dall'altra parte del tavolo. Cioè abbiamo cominciato anche a dare delle risposte offrendo servizi sanitari, con un Poliambulatorio aperto a tutti, dal cittadini che passa lì davanti e ha bisogno di una prestazione così come a tutte le altre casse o assicurazioni che hanno una convenzione stipulata con il Poliambulatorio. Nel Nord Europa da sempre soggetti come le nostre casse gestiscono interi ospedali, cliniche, poliambulatori. Noi siamo stati i primi ad avere il coraggio di buttarsi in questa sfida difficilissima, saranno determinanti i prossimi 4 anni, ma credo che non possa non avere un futuro, quando da una parte la sanità pubblica è costretta a ridurre il suo perimetro e dall'altra la gente ha bisogno comunque di avere delle tutele sanitarie".