Magnani segreta, tra vita pubblica e privata, al Vittoriano

Il curatore Mario Sesti ha spiegato: "Ci sono molte foto dell'archivio Luce che mostrano, credo, una Magnani inedita. Dato che la Magnani soprattutto nell'immaginario cinematografico è il simbolo dell'apertura pubblica, della piazza, del dramma collettivo, "Onorevole Angelina", "Roma città aperta", cioè quindi della ribellione, della repressione, della violenza. Invece qui scopriamo una Magnani che, soprattutto negli ultimi decenni della sua vita, ha anche costruito e difendeva con tenacia la propria solitudine, come qualcosa di prezioso che condivideva anche con degli amici, dei cronisti, degli intellettuali, e di cui questa mostra credo racconti, tematicamente, l'importanza all'interno della sua vita".