La rivoluzione siriana rivive in "Prima che parli il fucile"

"Noi abbiamo sempre visto un buco nel racconto della Siria di questi anni, che era proprio quello della protesta, della rivoluzione, del tentativo di organizzare qualcosa di democratico che andasse oltre la dittatura di Bashar al-Assad. Abbiamo scelto Omar Aziz perché attraverso la sua figura si testimonia di tutta una generazione, molto più giovane di lui, che ha cercato di fare questa cosa in anni difficili e che è stata dimenticata. Nel futuro, ci sono tanti attivisti, fuggiti dalla Siria o che ancora sono lì, che forse sono l'unica speranza per una Siria futura".