La Damnation de Faust Live - opera de Paris

"Questo meraviglioso libro mi ha affascinato fin dall'inizio. Non riuscivo a metterlo giù. L'ho letto incessantemente, durante i pasti, in teatro, per strada, ovunque." E fu così che dopo la scoperta del compositore del Faust parte prima nel 1828, Goethe si unì a Virgilio e Shakespeare per formare la trinità di Berlioz. Senza prendersi il tempo di riprendere fiato, mise i versetti della traduzione di Gerard de Nerval in musica e li pubblicò con il titolo Scènes Huit de Faust. Diciotto anni dopo, durante i suoi viaggi "in Austria, Ungheria, Boemia e Slesia", decise di rivedere e sviluppare il materiale in La Damnation de Faust; dopo di che lo stesso impulso febbrile lo afferrò: "Una volta iniziato, scrissi i versi mancanti con le idee musicali che mi venivano al momento. Ho composto la partitura dove e quando ho potuto - in carrozza, in treno, in barca a vapore". Come se spazzato via dal "desiderio di un cuore troppo vasto ed un'anima assetata di felicità sfuggente", Berlioz divenne un tutt'uno con la sua creazione. La voce che invoca "immensa, impenetrabile e orgogliosa natura" ha la straordinaria capacità di trasformare forme tradizionali in un sogno sinfonico e operistico. Far emergere la drammaticità di questa leggenda drammatica è una sfida costante che il regista Alvis Hermanis ha accettato di buon grado. Philippe Jordan dirige la prima tranche di un ciclo di Berlioz, che continuerà su più stagioni. Essa segna anche il ritorno di Jonas Kaufmann e Bryn Terfel all'Opera di Parigi.