Giro: "E' importante che Sarraj ci abbia chiesto aiuto navale"

Una delle strade principali è la sicuramente la collaborazione economica. "Aiutare un continente - dice ancora Giro - significa svilupparsi insieme. Le due economie si connettono essenzialmente col settore privato: l'Europa, che è il maggior donatore mondiale, dà all'Africa circa 50 miliardi l'anno; i Paesi membri tutti insieme, più o meno altrettanto. Siamo a 100 miliardi. Le rimesse degli emigranti sono molte di più. E per favorire gli investimenti delle imprese abbiamo creato l'External Investor Plan che è un piano italiano approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo che ha costituito un fondo di garanzia per gli investimenti privati di circa 40 miliardi. Allora non è più un problema di soldi, i soldi ci sono: bisogna saper utilizzare i meccanismi e soprattutto capire l'obbiettivo, che è quello non di aiutarlo, ma di svilupparci insieme. Le imprese italiane stanno rispondendo bene: molte imprese sono andate in Africa e hanno partecipato con noi nelle molte missioni governative, tanto è vero che siamo passati dal 21 all'11 posto come investitori in Africa, superando anche parecchi Paesi europei. Resta il problema che sono sempre le stesse imprese italiane che si muovono, mentre dobbiamo allargare il numero di aziende che si internazionalizzano e investono all'estero, non solo in Africa". Per concludere una battuta sulla nazionbalizzazione dei cantieri navali nazionalizzati da Macron: "La mossa di Macron di privatizzare i cantieri navali di Saint Nazaire destinati a Fincantieri - conclude Giro - è abbastanza preoccupante, perchè sembra che Macron si stia avvitando: non si capisce perchè un'impresa coereana che prima deteneva i cantieri potesse farlo e oggi un'impresa italiana no, per di più un'impresa statale come Fincantieri. Probabilmente siamo di fronte a problemi legati a promesse elettorali, che fanno male quando sono fatte in maniera un po' avventate"